domenica 30 dicembre 2012

Uno scienziato insegna anche quando non c'è più. In memoria di Rita Levi Montalcini.

Per chi non ricordasse, Storace rivolse alate parole alla Montalcini, accogliendola al Senato con i consueti modi gentili che hanno contraddistinto la classe politica degli ultimi anni.
Poiché ho una certa ritrosia a riportare le parole di Storace, ripropongo la lettera che Rita Levi Montalcini, premio Nobel, neurologa di fama mondiale e ebrea inviò a "Repubblica" in risposta al gentiluomo.

 "CARO DIRETTORE, ho letto su Repubblica di ieri che Storace vorrebbe consegnarmi, portandomele direttamente a casa, un paio di stampelle. Vorrei esporre alcune considerazioni in merito. Io sottoscritta, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, continuo la mia attività scientifica e sociale del tutto indifferente agli ignobili attacchi rivoltimi da alcuni settori del Parlamento italiano. In qualità di senatore a vita e in base all'articolo 59 della Costituzione Italiana espleterò le mie funzioni di voto fino a che il Parlamento non deciderà di apporre relative modifiche. Pertanto esercito tale diritto secondo la mia piena coscienza e coerenza. Mi rivolgo a chi ha lanciato l'idea di farmi pervenire le stampelle per sostenere la mia "deambulazione" e quella dell'attuale Governo, per precisare che non vi è alcun bisogno. Desidero inoltre fare presente che non possiedo "i miliardi", dato che ho sempre destinato le mie modeste risorse a favore, non soltanto delle persone bisognose, ma anche per sostenere cause sociali di prioritaria importanza. A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse "facoltà", mentali e di comportamento, esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria".

 Ecco: questa è una triste memoria.

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