domenica 30 ottobre 2011

mercoledì 26 ottobre 2011

martedì 25 ottobre 2011

lunedì 24 ottobre 2011

sabato 22 ottobre 2011

venerdì 21 ottobre 2011

giovedì 20 ottobre 2011

domenica 16 ottobre 2011

venerdì 14 ottobre 2011

giovedì 13 ottobre 2011

Nel regno di Topolonia!


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Nel suo ricordo

La pausa di questi giorni è dovuta all' improvvisa scomparsa di un estimatore del mio sito: mio fratello. Nel ricordo del suo sorriso perennemente rivolto a sdrammatizzare ogni problema, riprendo il mio lavoro.

lunedì 3 ottobre 2011

Graffi di gesso: L'emersione dell'inconscio

Qualcuno ha già notato la sintassi incerta dell'appello, ma quel che mi preoccupa di più sono i lapsus linguistici ( quasi dei tic) che sono le spie di un progetto un po' inquietante: gli industriali vogliono creare UN PARTITO!

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Fede, speranza e carità in salsa milanese



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domenica 2 ottobre 2011

Chirurgia istituzionale...


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Dall'aurea alla media mediocritas. Uso del medio e del naso nella nuova borghesia....


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Graffi di gesso: la pellicina.

L'onicofago mira al sodo: non gli interessano le parti molli, la cheratina è il suo obiettivo, la sostanza insapore, ma parte sporgente del sé, da ottundere con un lavoro certosino con i denti svolto lentamente per croccanti spacchi e strappi. La pellicina ai lati dell'unghia all'onicofago poco importa. Sporge, inutile, ai fianchi dell'opera demolitoria; però, dà fastidio, fuoriesce anch'essa, sebbene molle e lontana dalla concretezza dell'unghia, è il segnale simbolico di un lavoro fatto a metà, di un'opera incompiuta.
Mentre l'unghia tagliata è qualcosa da espellere, da eliminare, la pellicina, che è ancora parte del nostro corpo, è carne viva e dolente. L'onicofago lo sa, ma non può sopportare che un lavoro di perfezionamento della mano così ben concepito ( la dispercezione della bellezza di questa parte del corpo è segno evidente della grave psicopatologia dell'onicofago...) non abbia il suo completamento naturale. E' la pennellata in più che dà al quadro un'altra intensità, è l'ultima levigatura della statua, il tocco finale della perfezione. Il dente si avvicina, guardingo ( lo so: non si dovrebbe dire di un dente...), e tira. La pellicina strappata si allunga e immancabilmente strappa un piccolo brano di carne. Inizialmente, qualche goccia di sangue segnala la profanazione del corpo, ma inesorabile l'infezione si allarga e, nel giro di pochi giorni, il dito è infetto, purulento e pulsante. E il corpo grida ancora le sue ragioni e ci richiama all'imperfezione del mondo.
©arz


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